oxicefalia

Detta anche plagiocefalia, turricefalia o testa di Tersite, è una malformazione del cranio, contrassegnata dall’allungamento del diametro verticale e dall’accorciamento ed appiattimento di quello trasversale; dal greco ὀξύς (oxús → acuto, aguzzo, affilato) e -κεϕάλια (-kephalia → relativo al capo, alla testa).

Origina dalla fusione prematura della sutura coronale, della sutura sagittale e, occasionalmente, della sutura lambdoidea: la craniostenosi induce una crescita compensatoria nella regione della fontanella anteriore, facendo assumere al cranio una forma appuntita e conica; ne deriva una compressione delle strutture craniche, con possibile aumento della pressione endocranica, potenzialmente responsabile di complicazioni oculari quali l’edema della papilla ottica (papilledema).

L’edema della papilla ottica, solitamente bilaterale, si manifesta per l’aumento della pressione del liquido cefalorachidiano nell’area comunicante con lo spazio subaracnoideo endocranico, compresa tra l’ aracnoide e la pia madre che circondano il nervo ottico: l’incremento pressorio si trasmette attraverso il liquor anche all’interno della guaina del nervo ottico, determinando una compressione attorno allo stesso e un rigonfiamento degli assoni posteriormente alla papilla ottica, ostacolando il ritorno venoso tramite la vena centrale della retina, che decorre all’interno del nervo ottico e drena il sangue refluo dall’occhio.

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Francesco Gandolfi

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