plagiocefalia (pag. 2)

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L’utero, in condizioni normali, può essere considerato un ambiente confortevole dove il feto viene accolto in modo ottimale; quando, per una moltitudine di possibili cause, questo non si verifica, si manifesta una limitazione nello spazio di vitale ed il feto può subire freno agli spostamenti o trovarsi costretto nella medesima posizione per un periodo di tempo prolungato: la combinazione fra la malleabilità delle ossa in crescita ed il mantenimento di una posizione obbligata per lunghi periodi o l’impossibilità di espandere in modo appropriato zone specifiche del cranio sono responsabili delle irregolarità della forma della testa. Frequentemente, lo squilibrio tensivo dei muscoli del collo, generato dalle asimmetrie, si manifesterà soprattutto dopo la nascita, con la conseguente tendenza del bambino a prediligere la stessa posizione mantenuta in utero, rinforzando l’attitudine posturale e la “forma anomala” acquisita.

Infatti, anche se la malformazione può essere presente già settimane prima del termine, dopo il parto, il bambino può mostrare una plagiocefalia posizionale determinata dall’eccessiva pressione esercitata, a livello uterino, dalle strutture corporee o dalla contrazione della muscolatura che “modella” il cranio del nascituro: lo “schiacciamento” può essere causato dalla mancanza di spazio, come nel caso in cui il bambino sia di dimensioni sproporzionate, rispetto a quelle dell’utero; anche quando si ha a che fare con una gravidanza gemellare, la capienza uterina è ridotta, poiché deve necessariamente essere condiviso da due o più bebè e, pertanto si osservano frequentemente schiacciamenti.

Lo stesso può accadere, quando si forma un oligoidramnios (riduzione della quantità del liquido amniotico) o, all’opposto, un polidemonismo (eccesso di liquido), si creano le condizioni affinché il cranio embrionale sia sottoposto a “pigiatura” o a “torchiatura”, per il contatto prolungato con le strutture corporee materne, o a “deformazioni” e “contusioni”, come conseguenza dalla compressione sul feto, da parte del liquido amniotico.

Francesco Gandolfi

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