le distorsioni craniche
ed il cranio-sacral repatterning® (pag. 3)

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La non completa ossificazione del cranio alla nascita è dovuta alla necessità di avere una testa abbastanza piccola perché la madre possa partorire senza troppi rischi, e permettere al bambino di raggiungere il massimo sviluppo encefalico; il processo si terminerà solo al completamento dello sviluppo cerebrale, pur presentando anche nell’adulto la possibilità di rimaneggiare l’osso e “adattare”, entro certi limiti, la forma del cranio.

Queste peculiarità del cranio, nel suo insieme, determinano la “modificabilità” dei rapporti fra le singole ossa, anche se esiste l’eventualità che si formino di disfunzioni articolari (fault), o che le forze che agiscono sulle singole ossa producano “sforzi” che incidono sulla mobilità o sulla resilienza ed elasticità dell’osso stesso (strain), portando alla creazione di distorsioni, alterazioni o addirittura malformazioni.

Se si pensa alle forze gravitazionali presenti al termine della gravidanza, quando il feto in pieno sviluppo è “costretto” da uno spazio limitato a posizioni viziate o all’immobilità, oppure alle spinte cui il corpicino del neonato è sottoposto durante il parto o, infine, alle pressioni che possono inferire sull’organismo in crescita, ancora fragile e vulnerabile, perché non più protetto dall’utero materno e dal liquido amniotico, possiamo immaginare come subisca adattamenti, trasformazioni o mutamenti strutturali.

Talvolta queste variazioni sono temporanee, poiché i movimenti tendono a rilasciare le tensioni imprigionate nel corpo dell’infante: attraverso la respirazione, la suzione, i micromovimenti del capo, le restrizioni che impediscono la corretta mobilità e motilità delle ossa craniche tendono a dissolversi, ritrovando un naturale equilibrio e permettendo all’organismo, ed in particolare al sistema cranio-sacrale, di esprimere la propria energia vitale, contribuendo ad uno sviluppo armonico.

Altre volte, invece, vuoi per il particolare momento in cui viene “disturbato” il processo di accrescimento osseo del cranio, vuoi per le forze coinvolte nella distrazione dei corretti rapporti articolari, si possono creare alterazioni anche rilevanti della forma del cranio, con ripercussioni che, spesso, si rivelano importanti e significative per il ben-essere del bambino in crescita, potendo influenzare, nel tempo, non solo la forma del viso, lo sviluppo assile o la postura, ma anche la corretta funzione degli organi e dei sistemi corporei.

Esiste la possibilità di intervenire su questi squilibri, precocemente ed efficacemente: gli operatori che utilizzano il Cranio-Sacral Repatterning® dispongono degli strumenti e delle capacità necessarie per dirigere e coadiuvare il naturale processo di liberazione, normalizzazione e riequilibrazione delle forze che influiscono sulla teca cranica e sull’organismo, incidendo positivamente sugli strain e sui fault, che mantengono tali dissonanze; purtroppo non sempre l’azione si rivela risolutiva, soprattutto quando le manifestazioni craniche sono espressione di patologie che si manifestano precocemente nel feto o, addirittura, nell’embrione, anche se l’apporto ed il contributo offerti sono in grado, comunque, di produrre benefici.

L’efficacia di tali interventi è ovviamente, direttamente proporzionale alla precocità con cui possono essere effettuati ed inversamente proporzionale alla gravità del quadro clinico, cioè quanto tali distorsioni o malformazioni della testa hanno inciso sulla calvaria, sulla base cranica e sui rapporti fra le ossa che le compongono.

Impariamo a conoscere le principali alterazioni o deformità a cui può essere sottoposto il cranio:

e cerchiamo di comprendere meglio cosa può fare il Cranio-Sacral Repatterning® per prendersi cura di chi è afflitto da tali dismorfismi, disfunzioni o malformazioni, migliorandone il ben-essere e la salute, grazie ad “una possibile soluzione” (il link rimanda ad un approfondimento sulle modalità di azione).

Francesco Gandolfi

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